COMPAGNIA LIBERI DI... PHYSICAL THEATRE
ACROMIA
Coreografie di Erika Marchesi
C'era una volta un pittore povero che vedeva il mondo in bianco e nero.
Credeva di aver perso la sua creatività perché non aveva pennelli e colori, convinto che senza di essi non potesse più dipingere. Ogni giorno, guardando la tela vuota, la sua frustrazione cresceva, sentendosi imprigionato da una mancanza che sembrava insormontabile.
Circondato da oggetti comuni nel suo modesto studio, non riusciva a considerarli utili per l'arte. La sua mente era bloccata dai dogmi sociali che imponevano strumenti convenzionali come unica via per l'espressione artistica.
Con il tempo, i colori iniziarono a comparire timidamente nella sua vita. Tramite i sogni, la natura, riflessi di luce che creavano sfumature inaspettate; tutto sembrava suggerirgli che il colore era più accessibile di quanto credesse. Questi indizi iniziarono a cambiare la sua prospettiva, ma la vera rivelazione arrivò solo dopo un incidente.
In un impeto di disperazione, si trovò a lottare con se stesso, sia fisicamente che mentalmente. Durante questa colluttazione, si ferì accidentalmente, e il suo sangue cominciò a scorrere. Istintivamente, usò il suo sangue per dipingere.
Fu allora che comprese che i colori erano sempre stati alla sua portata, ma il suo blocco mentale gli aveva impedito di vederli. Capì che l'arte non dipendeva dagli strumenti tradizionali, ma dalla sua capacità di rompere i propri schemi mentali e vedere oltre il visibile. Abbandonò le aspettative sociali, riconoscendo che la vera creatività era dentro di lui.
ORMARSLAB
INFUSION
COREOGRAFIE: Gian Rametta, Thomas Signorelli, Ornella Sberna, Michela De Angelis, Luca Contini, Nunzio Perricone.
Infusion è un'opera di danza contemporanea che conduce lo spettatore all'interno di un rituale dedicato alla trasformazione del corpo e dell'identità.
Un percorso che attraversa il desiderio di perfezione, l'esibizionismo, il confronto con gli altri e la costante ricerca di un ideale spesso irraggiungibile.
Attraverso una successione di quadri coreografici, il corpo viene osservato, plasmato e messo alla prova, fino a rivelarne la vulnerabilità più profonda.
La scena diventa uno spazio sospeso in cui bellezza e ossessione convivono, dando vita a immagini evocative che raccontano il bisogno umano di essere accettati e riconosciuti.
Infusion invita il pubblico a guardare oltre l'apparenza e a riscoprire l'autenticità come unica forma possibile di perfezione, trasformando la danza in uno strumento di riflessione, emozione e consapevolezza..
IL BIGLIETTO DA DIRITTO A VEDERE DUE SPETTACOLI!