In una stanza che custodisce il peso della memoria, tre esistenze lontane si trovano costrette a condividere lo stesso spazio.
Renato, partigiano ormai anziano idealista e disilluso, viene investito da Manuel, giovane inquieto e provocatorio, cresciuto tra rabbia e slogan ideologici di estrema destra.
Per evitare conseguenze legali, il ragazzo accetta di assisterlo: nasce così una convivenza forzata, fatta di scontri, sarcasmo e inattese confidenze.
A osservare e incrinare questo fragile equilibrio è Aurora, figlia di Renato, medico impegnata nel sociale e portatrice di una storia personale segnata dagli anni più bui del conflitto politico italiano.
Tra memoria, ideologie e fragilità umane, il confronto si fa sempre più intimo e necessario, fino a rivelare che, oltre le appartenenze e le ferite della storia, rimane la possibilità di restare umani e riconoscersi nell’altro.